Negli ultimi anni si sta diffondendo in maniera dilagante la moda di tenere in casa, come pet, numerose specie di animali, definite “esotiche” anche se spesso di “esotico” hanno ben poco.
Stiamo parlando di canarini, pappagalli, conigli, cavie, criceti, iguane, tartarughe, serpenti e molti altri. 

Evitando le considerazioni personali sulla correttezza etica della detenzione di questi animali, l'obiettivo di un veterinario deve essere quello di tutelare la salute e il benessere degli animali di cui è legalmente consentita la detenzione. 

Frequentemente le patologie sono legate ad una gestione sbagliata dell’animale: molti credono che un “piccolo” animale necessiti di “piccole” attenzioni. Si tratta di un grossolano errore, anzi, molto spesso, la gestione corretta di questi animali è molto più impegnativa di quella di un cane o di un gatto. Mai come in questi casi la cura dell'ambiente in cui si vive, uno dei precetti fondamentali dell'omeopatia, si rivela fondamentale.
Per quanto riguarda gli animali selvatici, spesso l'omeopatia si rivela la scelta più corretta, meno invasiva in organismi “puri” non abituati all'assunzione di farmaci.
Le patologie più frequenti sono sia acute che croniche e l'approccio si basa sia sulle caratteristiche etologiche della specie in questione, sia su quelle peculiari del singolo soggetto trattato e sul singolo modo di manifestare i sintomi di una determinata malattia.

 

L'OMEOPATIA NEGLI

ANIMALI ESOTICI

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