a cura della Dott.ssa Consuela Uggeri

New Feed: ovvero nuove possibilità di nutrizione e di cura, per i nostri pet.
Il cibo  può essere considerato uno dei primissimi punti di contatto a rendere possibile l’avvicinamento del cane al genere umano. Da sempre carnivoro, il cane ha potuto sperimentare altri tipi di nutrimenti attraverso il commensalismo, adattandosi ad una condizione di onnivoro. Quindi è lecito affermare che il cane è in grado, dal suo punto di vista metabolico, di poter mangiare cibi usuali per l’uomo. Ma c’è un altro aspetto dell’alimento che venne intuito  in  modo geniale, sofisticato e preciso   dalla dr.ssa Arcari Morini intorno agli anni 70’: il metodo della complessità offerto dalla Bioterapia Nutrizionale ®. 
L’Arcari metteva in evidenza l’azione curativa del cibo, più precisamente, le associazioni alimentari. Il modo di pensare l’alimentazione non viene più visto in termini di kilo calorie, ma  viene rivisitato in termini di funzione organica, vale a dire  è la funzione che stimola l’organo e lo stimolo è dato dalle giuste associazioni. Così facendo viene riconosciuto agli alimenti un potere farmacologico, quindi curativo, terapia che può rientrare in un quadro d’integrazione di cura. 
La consapevolezza, attraverso un studio attento dei cibi, che si può interagire con il metabolismo organico, mi ha dato la spinta per mettere in pratica i suoi insegnamenti  e per traslare i concetti del suo metodo nella medicina veterinaria. Il lavoro più difficile all’inizio di questo mio nuovo percorso è stato quello di tranquillizzare i proprietari degli animali sul cambio di dieta, fatto ovviamente con tutti i criteri possibili, e di sfatare le molte leggende metropolitane sull’utilizzo del cibo fresco. Attualmente, mi ritrovo ad ascoltare quei proprietari increduli che gioiscono nell’osservare le ciotole lucenti a fine pasto, e soprattutto il ripristino di varie situazioni patologiche. 

Tutto questo grazie al buon cibo, sapientemente associato e cucinato. Certamente quest’approccio prevede del tempo, in quanto non si aprono scatolette né si tagliano buste di croccantini, ma si cucinano tutti gli ingredienti che danno una sana ed equilibrata razione quotidiana. Ogni alimento contiene informazioni per un corretto funzionamento organico, l’importante è fare il giusto mix.
Ricordando che svariati sono i cibi che si possono somministrare al cane, ma altri  preferibilmente vanno evitati, l’alimentazione fresca rappresenta comunque uno scambio di energia tra il cibo che la cede e l’organismo che la riceve, metabolizzandola, facendola diventare parte integrante di quel soggetto.
Se ho un cane con problemi di agitazione, potrei dargli un aiuto in più con la dieta , a prescindere dal tipo di cura che si intraprenderà, con il risultato che oltre a diminuire il suo tono nervoso ed eventuali farmaci, ne gioirà dal punto di vista del suo gusto. Un esempio di associazione alimentare per questioni di nervosismo potrebbe essere: 

 Purè di patate + insalata  valeriana +  petto di tacchino ai ferri


In linea di massima le proteine eccitano e i carboidrati rilassano , quindi sarebbe meglio evitare la proteina, o darla  solo  in uno dei due pasti, se l’animale è abbastanza su di giri, oppure associarla come in questo caso ai carboidrati delle patate, al latte, e a del buon burro, tutte sostanze che svolgono azione calmante e ristrutturante sul sistema nervoso centrale. La valeriana contiene sostanze  sedative che entreranno in sinergia con il purè, la proteina del tacchino, del latte e del poco parmigiano, bilanceranno questa  combinazione. 

Questo è un piccolissimo esempio di cosa si possa realmente fare con l’ausilio delle associazioni alimentari, ognuna specifica a seconda della problematica in atto. Tengo a precisare, che questo è un lavoro profondo e complicato che va seguito dal medico veterinario competente onde evitare qualsiasi tipo di problema. Offrire un reale buon cibo è un atto d’amore , i nostri animali ne hanno molto bisogno e ne trarranno giovamento sia in stato di salute che a maggior ragione in stato di malattia.

 

NUTRIZIONE FUNZIONALE